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[SOLDATI ARMATA ROSSA🔴] Foto a colori di un gruppo di soldati sul fronte, equipaggiati con delle mitragliatrici PPSh-41 di matrice sovietica. Vestiti tradizionalmente,raffugurati nell'intento di mangiare qualcosa e di riposarsi. #communism #redarmy #soviet #socialism #urss #ussr #cccp #armatarossa #secondaguerramondiale #secondworldwar #Russia #russia #againstnazis #socialismo #comunismo #comunism #Lenin #Stalin #unionesovietica #informazionecomunista
7^Il libro consigliato oggi è “Sul progetto di costituzione dell’URSS” di G.Stalin (in foto ed. rinascita 1951). Un libro breve, parliamo di circa 80 pagine, che rappresenta un tassello in più per la comprensione del socialismo in Unione Sovietica. Si consigliano come sempre edizioni precedenti all’anno 1953. - Scorri indietro nei post per visionare anche gli altri libri consigliati. #libri #letture #leggere #storia #storiacontemporanea #stalin #jstalin #stalinism #urss #unionesovietica #ussr #cccp #cccp_history #book #1936 #1950 #soviet #sovietunion #socialism #socialismo #conoscere_il_comunismo
“Non sono mai stata meglio”. Così scrisse nel bollettino sindacale Kata Rasnek, operaia specializzata alla fabbrica Borovo di Vukovar. Si era alla metà degli anni settanta, quando era giunto ormai a maturazione il processo di modernizzazione della Jugoslavia socialista. Portando un benessere davvero mai conosciuto prima. La scuola e la battaglia contro l’analfabetismo, la costruzione dell’”uomo socialista” attraverso le organizzazioni giovanili, l’esperienza dell’autogestione operaia, l’edilizia e la cronica fame di case, nonché gli stili di arredamento con la simbolica centralità dell’apparecchio televisivo, il turismo e le ferie pagate come strumento di edificazione del lavoratore socialista, i consumi che aumentavano grazie al picco toccato dai salari reali alla fine degli anni settanta, le automobili. Tutto questo era la Jugoslavia. Il tempo collettivo scandito simbolicamente dalle feste, dalle cerimonie e dalle commemorazioni che punteggiavano il calendario jugoslavo. Questo era la Jugoslavia. Il ritmo del tempo ricordava così gli eventi della Seconda guerra mondiale e della lotta partigiana, le tappe fondative del nuovo Stato socialista ma anche le lotte dei lavoratori e i diritti delle donne. In particolare il titoismo era celebrato il 25 maggio, la cui mitopoiesi si realizzava nella festa della gioventù che culminava nella coreografica consegna del testimone (Štafeta mladosti) nelle mani stesse del Maresciallo. In ogni caso l’ideologia comunista fece da potente regista della modernizzazione che cambiò drasticamente quanto velocemente il volto materiale e culturale della società jugoslava. Perché forse, aveva ragione Kata: meglio di così non si può stare. In foto alcuni luoghi visitati quotidianamente dai cittadini jugoslavi. Spero che il post vi sia piaciuto. ~ yuri🇷🇺 #comunism #comunismo #tito #jugoslavia #cccp #urss #ussr #comunismo_rosso #unionesovietica
La Germania dell’est ebbe tre importanti presidenti ovvero Wilhelm Pieck, Walter Ulbrich e Erich Honecker Wilhelm Pieck fu il primo presidente della DDR e fu l’unico presidente a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica (la Germania dell’est era una repubblica parlamentare) Invece Ulbrich fu il primo presidente a ricoprire la carica di presidente di consiglio di Stato, solo che lui non poteva decidere nulla perché ogni decisione doveva essere approvata da una assemblea Honecker fu il 4* presidente della RDT, ma fu considerato il più importante perché cerco rapporti amichevoli con l’Ovest (entro anche nelle nazioni unite), e si dice che Honecker sia uno dei più grandi responsabili della caduta della Germania dell’est, infatti poi venne espulso dal partito per tradimento. Ulbrich fu considerato folle per la costruzione del muro, ma fu anche quello più importante perché rese la DDR un super potenza e migliorò anche i rapporti con Stalin (Stalin non amava la Germania dell’est anche se era un suo stato fantoccio). Una piccola curiosità, più della metà delle persone che vivevano nella Germania dell’est ora rimpiangono la caduta, perché dicevano che nella RDT ci si trovava bene. #ddr #rdt #germaniadellest #est #eastern #german #deutschland #pieck #wilhem #wilhempieck #ulbrich #walterulbrich #honecker #erich #erichonecker #berlin #berlino #Stalin #ussr #cccp #sovietunion #unionesovietica #unione #sovietica
... ferragosto alternativo: in fondo, siamo solo il prodotto finale di guerre, pestilenze, carestie ed istinto di sopravvivenza... URSS, 1974 🇷🇺💘🇮🇹👪✉ . . . #passport #urss #cccp #travels #history #grandmother #satisfying #swirl #russia #russian #family #cousins #north #letters #unionesovietica #bekind #soviet #mosca #moskva #fromrussiawithlove #москва #россия #российскаяфедерация Федерация #happiness #script #typegang #sharpie #sojuzsovetskichsocialisticeskichrespublik #kindnessmatters #1974
La leggenda viene tramandata ancora; "il figlio di un falegname che volò tra le stelle" #jorit #russia #yurigagarin #mosca #unionesovietica #cccp
“L'URSS è nata, com'è noto, nel 1922. Essa si è costituita sulla base dei principi dell'eguaglianza e della libera adesione dei popoli dell'URSS. La Costituzione attualmente in vigore, approvata nel 1924, è la prima Costituzione dell'URSS. In quel periodo i rapporti tra i popoli non erano ancora stabiliti come si deve. Bisognava stabilire una collaborazione fraterna di popoli, sulla base d'un reciproco aiuto economico, politico e militare, unendoli in un solo Stato federale plurinazionale. Il potere sovietico aveva davanti a sè le esperienze infelici degli Stati plurinazionali nei paesi borghesi (es Austria-Ungheria). E tuttavia decise di fare l'esperienza di creare uno Stato plurinazionale, perchè sapeva che uno Stato plurinazionale, sorto sulla base del socialismo, doveva trionfare in ogni genere di prove. Da allora sono passati 14 anni. Ebbene? Il periodo trascorso ha dimostrato in modo indiscutibile che l'esperienza della creazione d'uno Stato plurinazionale, costituito sulla base del socialismo, è completamente riuscita. Questa è una vittoria indiscutibile della politica nazionale leninista. Come spiegare questa vittoria? L'assenza di classi sfruttatrici, principali organizzatrici delle risse tra le diverse nazionalità; l'assenza dello sfruttamento, il quale alimenta la diffidenza reciproca e attizza le passioni nazionaliste; la presenza al potere della classe operaia, nemica di ogni asservimento e campione fedele dell'idea dell'internazionalismo; la realizzazione pratica di un aiuto reciproco tra i popoli in tutti i campi della vita economica e sociale; infine, il fiorire della cultura nazionale dei popoli dell'URSS, cultura che è nazionale nella forma, socialista nel contenuto: tutti questi e altri fattori simili hanno fatto si che è cambiato radicalmente l'aspetto dei popoli dell'URSS, è scomparso in essi il senso di diffidenza reciproca, si è sviluppato un sentimento di reciproca amicizia e, in questo modo, si è stabilita una vera collaborazione fraterna di popoli nel sistema d'un unico Stato federale. Come risultato, abbiamo adesso uno Stato socialista plurinazionale, perfettamente costituito e che ha superato tutte le prove.” G. Stalin
Siamo tornati Mader Fader ~Trust Metti like al post, segui @_ilmiocanefumacrack_ per altri post divertenti 😂 Se ti va commenta, condividi e tagga un amico😉 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . #urss #memeita #unionesovietica #russia #memeitalia #memeitaliani #bestemmie #battutepessime #likeforlikes #instagramitalia #italia #lazio #campania #toscana #lombardia
GENERE: storico, drammatico DURATA: 60/72 minuti a puntata INTERPRETI E PERSONAGGI: · Jared Harris: Valerij Alekseevič Legasov · Stellan Skarsgård: Boris Shcherbina · Emily Watson: Ulana Khomyuk · Paul Ritter: Anatoly Dyatlov · Jessie Buckley: Lyudmilla Ignatenko · Adam Nagaitis: Vasily Ignatenko · Con O'Neill: Viktor Bryukhanov · Adrian Rawlins: Nikolai Fomin · Sam Troughton: Aleksandr Akimov · Robert Emms: Leonid Toptunov · David Dencik: Michail Gorbačëv · Mark Lewis Jones: Vladimir Pikalov · Alan Williams: Aleksandr Charkov · Alex Ferns: Andrei Glukhov · Ralph Ineson: Nikolai Tarakanov · Barry Keoghan: Pavel Gremov · Michael McElhatton: Andrei Stepashin PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America, Regno Unito USCITA TV ITALIANE: 10 Giugno 2019 Un'enorme, apocalittica, scia di luce innaturale illumina Pripyat in piena notte. È il reattore della centrale nucleare di Chernobyl che, esplodendo, cambierà il corso della vita e della storia dell'Ucraina Sovietica, dell'Europa e del mondo. Avventurandoci nel vivo di questa terribile pagina storica, possiamo vedere le reazioni politiche, umane, eroiche e spietate del popolo russo di fronte a questo grave disastro, conoscendo da vicino i protagonisti estremamente positivi e negativi di questa vicenda e capendo fino in fondo il come ed il perché dell'esplosione. Un'indispensabile perla cinematografica da vedere assolutamente, con il cuore e con la mente prima ancora che con gli occhi, per conoscere il passato e per omaggiare le infinite vittime innocenti di una dittatura diabolica quanto fallimentare. #chernobyl #hbo #miniserie #radiazioni #centralenucleare #unionesovietica #pripyat #tramachernobyl #rebelrabel
Soldati dell'armata rossa fanno sventolare la bandiera del #partitopirata sul Reichstag a Berlino dopo l'ultima battaglia offensiva fattasi nella città sopracitata. Ringrazio @italic_shitposting Per l'ispirazione #shitpost #shitpostitaliano #meme #memeita #wwii #ww2 #reichstag #berlin #ww2meme #partitopirata #battagliadiberlino #armatarossa #unionesovietica
Negli anni seguenti alla Rivoluzione del 1917 Lenin espresse nel modo seguente la sua fiducia nella costruzione del socialismo in Unione Sovietica e la sua determinazione a realizzarla: “Senza elettrificazione è impossibile risollevare l'industria. Compito a lungo termine che richiederà almeno dieci anni. (...) Il successo economico non può essere garantito che nel giorno in cui lo Stato proletario russo avrà effettivamente concentrato nelle sue mani tutte le risorse di una grande macchina industriale costruita sulla base di una tecnologia moderna. (...) Compito enorme il cui adempimento esigerà un tempo molto più lungo di quello che abbiamo impiegato per difendere la nostra esistenza contro l'invasore. Ma questo rinvio non ci fa paura”. Secondo Lenin, i contadini avrebbero lavorato, in una prima fase, come produttori individuali, ma lo Stato li avrebbe aiutati a impegnarsi sulla via della cooperazione. Raggruppando i contadini, sarebbe stato possibile integrarli nell'economia socialista. Lenin respinse le argomentazioni avanzate dai menscevichi, secondo le quali la popolazione contadina era troppo barbara e culturalmente arretrata per comprendere il socialismo. Ora che abbiamo il potere del proletariato, diceva Lenin, chi ci può impedire di realizzare in questo popolo "barbaro" un'autentica rivoluzione culturale? Lenin formulò così i tre compiti fondamentali per edificare la società socialista in URSS: sviluppare l'industria moderna, concentrata nelle mani dello Stato socialista, organizzare le cooperative contadine e lanciare una rivoluzione culturale con l'obiettivo di alfabetizzare le masse contadine e di innalzare il livello tecnologico e scientifico della popolazione. In uno dei suoi ultimi scritti, “Sulla cooperazione”, Lenin precisò nuovamente il suo pensiero: “lI potere dello Stato su tutti i principali mezzi di produzione, il potere dello Stato nelle mani della classe operaia, l'alleanza del proletariato con milioni e milioni di piccoli e piccolissimi contadini, la direzione delle masse contadine assicurata dalla classe operaia, non è tutto quello che occorre per costruire, a partire dalla cooperazione, una società socialista integrale?”.
Un’umanità stanca, disillusa, sola, reduce di un cambiamento imperfetto, nella capitale sovietica. Ogni giorno percorre le sue strade, si muove sopra il ghiaccio, si sposta nel metrò e tra le distese grigie dei grattacieli, smarrendosi spesso, e ritrovandosi solo a volte, quasi per miracolo. Il racconto inizia su http://www.diariopop.it/superstiti/ #idaameslù #superstiti #under35 #diariopopmestrevenezia #blogletterario #blogculturale #unionesovietica #russia #raccontodelgiorno #leggerefabene #leggererendeliberi #memoria #ricordipassati #ricordarepernondimenticare
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